Una mappa per chi entra in un'azienda costruita da altri.
Questo è un atlante piccolo e parziale. Mappa una sola cosa: l'esperienza di chi entra in un'azienda che non ha fondato. Figli e figlie di imprenditori italiani, alle prese con un'eredità che non hanno scelto e che non possono rifiutare con leggerezza.
La letteratura italiana sul passaggio generazionale è abbondante, ma quasi tutta scritta dal punto di vista del fondatore — di chi lascia, di chi resiste, di chi pianifica. Il successore compare sullo sfondo, raramente come interlocutore. Questo atlante prova a invertire la prospettiva: il subentrante come centro, non come oggetto del discorso altrui.
Le voci sono ventotto, organizzate in sei aree. Ognuna è autonoma e si può leggere da sola. Ciascuna ha la stessa struttura: una definizione, una descrizione del problema, un'analisi del modo in cui il discorso italiano lo affronta o lo elude, alcuni casi reali quando esistono e sono utili. La voce del compilatore è critica, non neutrale: dove il discorso dominante mente per omissione, l'atlante prova a nominare ciò che è stato lasciato fuori.
Si chiama piccolo perché lo è. Non pretende esaustività. Pretende solo di occupare un vuoto.